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Impianto biometano

Gli impianti biogas a rifiuti
 
La tecnologia Biogas per la digestione anaerobica della FORSU. La raccolta differenziata delle frazioni organiche del rifiuto solido urbano in Italia. Il settore della raccolta e valorizzazione della frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU) e dello scarto verde ha conosciuto una crescita costante, a partire dalla metà degli anni ’90. Nel corso del decennio che intercorre tra il 2000 ed il 2010, la quantità di FORSU è  più  che triplicata, passando da 1,3 milioni di tonnellate a 4,2 milioni di tonnellate (fonte: Consorzio Italiano Compostatori, CIC).

Un’ulteriore accelerazione la si è registrata nei tre anni successivi, fino al superamento delle 5,2 milioni di tonnellate di FORSU del 2013 (fonte: ISPRA). Numeri già importanti, ma destinati a crescere: solo il 60% circa degli italiani (stime del CIC), raccoglie in maniera differenziata la FORSU.

 



La qualità della FORSU

Il CIC individua quattro classi di qualità della raccolta della FORSU, sulla base del grado di impurità (misurata nella percentuale di materiali non compostabili presenti). La Classe A, con una percentuale di materiali non degradabili non superiore al 5%, è l’eccellenza, e la si ottiene da "raccolte ben condotte, e con elevato coinvolgimento dei cittadini", ovvero dalla raccolta porta a porta.

Cos’è  il biogas e come si forma
Il biogas è  una miscela di gas che viene naturalmente prodotta da batteri specializzati, in condizioni di assenza di ossigeno, a partire da materie prime organiche, compresa dunque la FORSU. La biomassa, inserita in ambienti ermeticamente chiusi (i fermentatori), viene aggredita dai batteri, che spezzano le sostanze organiche complesse (carboidrati, proteine, grassi), semplificandole man mano che vengono attraversate le quattro fasi della fermentazione anaerobica. Il biogas si compone principalmente di metano, che è tipicamente compreso tra il 50 ed il 60%, ed anidride carbonica, tra il 35 ed il 45%. Questo combustibile può dunque essere utilizzato per la produzione di energia elettrica e termica, per il tramite di un cogeneratore, oppure esser purificato e reso identico al gas naturale di origine fossile.

Produzione del biogas da FORSU
La produzione di biogas da FORSU ha alcune differenze rispetto alla produzione di biogas in ambito agricolo e zootecnico. In particolare, sono necessari dei pretrattamenti utili per diminuire il grado di impurezza prima dell’immissione nei reattori. A valle dell’impianto biogas, per poter trasformare il digestato in un ammendante utilizzabile direttamente in agricoltura, è necessario prevedere un impianto di compostaggio. Il principale vantaggio della combinazione tra digestione anaerobica e compostaggio è il minore impatto olfattivo: le fasi degradative che producono la maggior parte degli odori avvengono infatti all’interno dei fermentatori, che sono ermeticamente chiusi. La tecnologia per il recupero energetico più adatta al trattamento della FORSU di Classe A è  la digestione anaerobica con fermentatori a flusso continuo.